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NEWS N° 367 MARZO 2017 – SOTTOPRODOTTI: NOVITA’ NAZIONALI E IN REGIONE EMILIA ROMAGNA PDF Stampa E-mail

 

Per informazioni rivolgersi a: dott.ssa Silvia Messori (silviamessori@atseco.it)

Reggio Emilia, 10 marzo 2017

Il DM n. 264 del 13/10/2016, recante criteri per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica di sottoprodotti, è in vigore dal 2 marzo 2017 e rappresenta un’utile novità nella prevenzione dei rifiuti.

Al fine di favorire l’utilizzo di residui di produzione come sottoprodotti il decreto definisce alcune modalità con le quali il detentore può dimostrare che sono soddisfatte le condizioni generali di cui all'art. 184-bis del D.Lgs. 152/06.

La certezza dell’utilizzo può essere provata tramite contratti tra il produttore del residuo e l’utilizzatore, oppure mediante la predisposizione di una scheda tecnica (all. 2) con l'individuazione delle caratteristiche tecniche dei sottoprodotti, delle tipologie di attività / impianti idonei ad utilizzarli, nonché delle tempistiche e modalità congrue per il deposito e la movimentazione.

In caso di cessione del sottoprodotto, la conformità a quanto indicato nella scheda tecnica è oggetto di una apposita dichiarazione (all. 2); la cessione deve assicurare la produzione di una utilità economica o di altro tipo.

Vengono fornite indicazioni sulla normale pratica industriale, in cui rientrano le attività che costituiscono parte integrante del ciclo di produzione del residuo, anche se progettate allo specifico fine di rendere le caratteristiche ambientali o sanitarie del residuo idonee; nell’all. 1 vengono individuate quelle relative alle biomasse residuali per la produzione di energia.

Il produttore e l'utilizzatore del sottoprodotto si iscrivono, senza alcun onere economico, in apposito elenco pubblico istituito presso le Camere di commercio (Piattaforma di scambio tra domanda e offerta).

In Regione Emilia-Romagna è stato istituito, con DGR n. 2260 del 21/12/2016, l’Elenco regionale dei sottoprodotti al quale potranno iscriversi le imprese regionali il cui processo produttivo e i residui da esso derivanti rispettino le caratteristiche che saranno stabilite da future determine.

Al fine di favorire l’utilizzo dei sottoprodotti la Regione ha pensato di definire delle buone pratiche tecniche e gestionali che consentano l’individuazione di determinati sottoprodotti nell’ambito dei diversi cicli produttivi e di predisporre un sistema che attesti il riconoscimento dell’osservanza di tali buone pratiche.

Le imprese che intendono aderire a tale sistema dovranno presentare una richiesta di iscrizione (modello allegato) accompagnata da una relazione tecnica che illustri le caratteristiche tecniche del residuo, il processo produttivo da cui origina, l’impianto o l’attività di destinazione, le modalità di gestione, di movimentazione e di deposito.

Verrà rilasciato un attestato di iscrizione per accompagnare il trasporto e gli iscritti dovranno trasmettere annualmente alla Regione un report con informazioni relative ai sottoprodotti.

La DGR precisa che l’iscrizione è volontaria e non pregiudica la possibilità di dimostrare con le diverse modalità consentite dall’ordinamento che i residui derivanti dalle filiere individuate abbiano la qualifica di sottoprodotti.

Si sottolinea che una gestione non autorizzata di rifiuti, quale potrebbe essere considerata una gestione di residui considerati sottoprodotti ma che non rispettano i requisiti richiesti, può incorrere in sanzioni con arresto fino a due anni e ammenda fino a 26.000 euro.

ATS-Consulenti Associati è a disposizione per una eventuale assistenza in merito alla gestione dei residui di produzione che possono essere considerati non rifiuti ma sottoprodotti.

 
NEWS N° 366 FEBBRAIO 2017 – MUD 2017 - INDICAZIONI OPERATIVE PDF Stampa E-mail

 

Per informazioni rivolgersi a: dott. Maurizio Spadavecchia, dott.ssa Silvia Messori, dott.ssa Maria Laura Benevelli, mauriziospadavecchia@atseco.it, silviamessori@atseco.it, mariabenevelli@atseco.it

Reggio Emilia, 13 febbraio 2017

 

Il D.P.C.M. 21 dicembre 2015 ha confermato il modello di dichiarazione MUD previsto dal D.P.C.M. 17 dicembre  2014  (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 27 dicembre 2014). In assenza di modifiche di legge il modello del D.P.C.M. del 2014 è confermato anche per la compilazione del MUD  relativo all’anno 2016 da presentare entro il 30 aprile 2017.

Rispetto agli scorsi anni non sono state introdotte novità, pertanto ricordiamo quali soggetti sono tenuti all’adempimento MUD :


Comunicazione Rifiuti speciali
• Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
• Commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione;
• Imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;
• Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi ;
• Imprese agricole che producono rifiuti pericolosi con un volume di affari annuo superiore a Euro 8.000,00 ;
• Imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi (come previsto dall'articolo 184 comma 3 lettere c), d) e g)).

Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
• soggetti coinvolti nel ciclo di gestione dei RAEE rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. 49/2014 (impianti che effettuano operazioni di trattamento e recupero dei RAEE)


Comunicazione Imballaggi
• Sezione Consorzi: CONAI o altri soggetti di cui all'articolo 221, comma 3, lettere a) e c).

• Sezione Gestori rifiuti di imballaggio: impianti autorizzati a svolgere operazioni di gestione rifiuti di imballaggio di cui all’Allegato B e C della parte IV del D.Lgs.  3 aprile 2006, n. 152


Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione
• soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati

Comunicazione Veicoli Fuori Uso
• Soggetti che effettuano le attività di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali.

Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche
• produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche iscritti al Registro Nazionale e Sistemi Collettivi di Finanziamento.

Per quanto riguarda le modalità di presentazione anche quest’anno i produttori iniziali che producono, presso la propria unità locale, fino a 7 rifiuti e non utilizzano più di 3 destinatari e 3 trasportatori per ciascun rifiuto, possono utilizzare la Comunicazione rifiuti speciali semplificata su supporto cartaceo (o il nuovo programma reso disponibile sul sito di Ecocerved), mentre per tutti gli altri soggetti il MUD deve essere presentato esclusivamente per via telematica.

Ricordiamo che la scadenza per la presentazione della dichiarazione MUD è il 30 APRILE 2017

Nel caso vogliate ricorrere al nostro servizio, si consiglia di consegnare i dati relativi al 2016 con massimo anticipo possibile rispetto alla scadenza (30 aprile 2017), utilizzando i prospetti che possono essere scaricati CLICCANDO QUI

 

 
NEWS N° 365 FEBBRAIO 2017 – REGOLAMENTI REACH E CLP: OBBLIGHI PER GLI UTILIZZATORI DI SOSTANZE CHIMICHE PDF Stampa E-mail

 

Per informazioni rivolgersi a: dott.ssa Silvia Fradici, silviafradici@atseco.it ; dott.ssa Silvia Messori, silviamessori@atseco.it; p.a. Lorenzo Pattini, lorenzopattini@atseco.it

Reggio Emilia, 01 Febbraio 2017

 

REACH è il Regolamento europeo CE n. 1907/2006. E’ entrato in vigore nell’Unione Europea il 1 giugno 2007 ed è relativo alla registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche.

Sono coinvolte nell’adempimento degli obblighi di tale regolamento le imprese con ruolo di Produttori, Importatori, Distributori e Utilizzatori a valle di sostanze chimiche (sia tal quali che in miscela).

E’ bene sottolineare che le imprese coinvolte non sono solo le aziende del settore chimico; è sufficiente che un’impresa faccia uso anche di un solo prodotto chimico (per esempio olio lubrificante, detergente ….) nell’esercizio delle proprie attività industriali o professionali, per essere definito Utilizzatore a Valle.

Tutti gli utilizzatori a valle di sostanze chimiche hanno i seguenti OBBLIGHI soprattutto in fase di acquisto ed utilizzo di prodotti chimici (in particolar modo per le sostanze e miscele pericolose):

· Verificare che le sostanze acquistate siano pre-registrate o registrate dal produttore/importatore. Gli utilizzatori a valle non sono autorizzati ad immettere sul mercato sostanze non registrate (art.5 del REACH)

· Verificare che le sostanze acquistate non siano comprese nell’elenco riportato in allegato 14 del REACH (sostanze soggette ad autorizzazione)

· Verificare che le sostanze acquistate rispettino le restrizioni d’uso dell’allegato 17 del REACH

· Verificare il rispetto degli usi previsti dalla Scheda Dati Sicurezza e dagli eventuali scenari allegati.

· Applicare le misure di gestione del rischio chimico riportate nella Scheda dati di sicurezza

· Consentire ai lavoratori l’accesso alle informazioni contenute nelle schede dati di sicurezza

CLP è il Regolamento europeo CE n. 1272/2008 e riguarda la classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele. E’ entrato in vigore nell’Unione Europea il 20 gennaio 2009.

Gli utilizzatori di sostanze chimiche rispetto al suddetto regolamento hanno i seguenti OBBLIGHI:

· conoscere la nuova classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche per essere in grado di valutare e controllare il rischio chimico in azienda.

· provvedere all’aggiornamento della segnaletica di sicurezza in coerenza con la nuova classificazione ed etichettatura CLP dei prodotti chimici utilizzati in azienda

Entrambi i regolamenti si applicano anche alle sostanze non più utilizzate stoccate in azienda.

Pertanto se ad esempio non sono più reperibili le Schede Dati Sicurezza aggiornate e/o hanno imballaggio con etichettatura antecedente rispetto a quanto previsto dal CLP, è necessario provvederne lo smaltimento in centri autorizzati, previo classificazione di pericolo.

In alternativa si devono recuperare le SDS aggiornate: in questo secondo caso l’azienda può provvedere essa stessa all’aggiornamento dell’etichettatura sui colli a magazzino.

Di seguito sono riportate le principali sanzioni per gli utilizzatori a valle

ART. REGOLAMENTO REACH

OBBLIGO

SANZIONE

Art. 56, 67

Non immettere sul mercato e non utilizzareper usi non consentiti sostanzesoggette adautorizzazione o restrizione

Da 40.000 a 150.000 euro

o 3 mesi di arresto

Art. 37 paragrafo 5 e6

Applicare misure di gestione del rischio(ricevute nelle SDS dai fornitori ocontenute nella propria CSR e Valutazione del rischio chimico).

Da 10.000 a 60.000 euro

Art. 35

Consentire ai lavoratori l’accesso alle informazioni contenute nelle SDS.

Da 15.000 a 90.000 euro

Art. 36

Riunire e conservare per almeno 10 anni tutte le informazioninecessarie per

assolvere gli obblighi del regolamento Reach.

Da 3.000 a 18.000 euro

ATS – Consulenti Associati sta implementando un servizio di consulenza per aiutare le aziende all'adempimento di tali obblighi normativi

 
NEWS N° 364 GENNAIO 2017 – PUBBLICATO IL PIANO NAZIONALE DELLE ISPEZIONI SULLE IMPRESE DI GESTIONE DEI RIFIUTI PDF Stampa E-mail


Per informazioni rivolgersi a: Dott.ssa Silvia Messori (silviamessori@atseco.it)

Reggio Emilia, 27 Gennaio 2017

È entrato in vigore il DM 22 dicembre 2016 di adozione del Piano nazionale delle ispezioni su enti e imprese che effettuano operazioni di trattamento dei rifiuti, che raccolgono o trasportano rifiuti a titolo professionale, intermediari e commercianti, nonché quelli che producono rifiuti pericolosi.

Il Piano Nazionale delle Ispezioni concorre ad armonizzare a livello europeo le modalità con cui vengono garantite le ispezioni, e mira a garantire una pianificazione regolare e coerente di tali ispezioni, mediante un'opportuna valutazione dei rischi ed un adeguato coordinamento di tutti i soggetti istituzionali coinvolti.

Il Piano individua gli obiettivi strategici e le priorità di intervento (in particolare con riferimento alle spedizioni di rifiuti ai sensi del Regolamento n. 1013/2006/CE), le autorità coinvolte e i compiti assegnati per la sua attuazione, l’organizzazione e gestione delle ispezioni.

Le ispezioni presso stabilimenti, imprese, intermediari e commercianti, verificheranno almeno:

· la sussistenza e la validità della documentazione autorizzatoria dell’attività di gestione dei rifiuti,

· l’idoneità dei siti,

· l’idoneità degli impianti di gestione di rifiuti.

ATS-Consulenti Associati è a disposizione per una assistenza in merito a valutazioni propedeutiche riguardo la regolarità della situazione aziendale nonché in seguito ad eventuali ispezioni effettuate dagli Enti compenti.