9/03/2021

NEWS N° 502 MARZO 2021 – ENTRO IL 31 MARZO LA SCELTA PER IL RECUPERO RIFIUTI URBANI FUORI DAL SERVIZIO PUBBLICO LOCALE

Per informazioni rivolgersi a: dott. Maurizio Anceschi maurizioanceschi@atseco.it;

Reggio Emilia, 09 marzo 2021

Entro il prossimo 31 marzo le Imprese emiliano-romagnole (Legge Regionale n. 11/2020, artt. 14 e 15) possono esercitare il diritto di affidare i propri rifiuti urbani (ex Speciali assimilabili, oggi divenuti Urbani per legge su tutto il territorio nazionale) a recuperatori privati.
L’impresa entro tale data deve comunicare al Comune ed al gestore del servizio pubblico di igiene urbana la sua intenzione.

In caso l’impresa non provveda in tempo utile la gestione dei propri rifiuti urbani ricadrà per un periodo di 5 anni (congruo con le esigenze di programmazione e di investimento) sotto il regime di privativa comunale, con le relative conseguenze in termini di tariffa del servizio.

Non risulta che altre Regioni abbiano posto analoghe tempistiche, tantomeno vi sono pronunce ministeriali in merito, ma è ipotizzabile che iniziative simili siano percorse dalle imprese in tutta Italia.

Si rimanda alla News N° 498 per un più dettagliato esame del cambiamento della normativa, efficace per le imprese dal 1° gennaio 2021: i vecchi Rifiuti Speciali Assimilati agli Urbani non esistono più, oggi sono diventati per legge Rifiuti Urbani prodotti da Utenze Non Domestiche (artigianali, commerciali, e di servizio; ma anche industriali, in presenza di “attività” complementari specificamente indicate nella norma).

La diretta conseguenza di questo cambiamento è che questi “nuovi” Rifiuti Urbani non domestici devono essere affidati al servizio pubblico locale: saranno gestiti, attraverso apposito contratto di fornitura, dalla ditta concessionaria per conto del Comune e contribuiranno, anche in funzione della quantità prodotta, alla finale tariffa rifiuti applicata (la TARI).

La legge (v. art. 198 com. 2-bis e art. 238 co. 10 DLgs 152/2006 come modificato dal Dlgs 116 del 2020) lascia tuttavia una possibilità di scelta al Produttore “non domestico”: possono direttamente mandare a Recupero (non a smaltimento!) i rifiuti urbani presso i gestori privati autorizzati, cercando in tal modo di alleggerire la tariffa comunale.

Nella Comunicazione (delle quale si fornisce versione esemplificativa) l’Utente Non Domestico deve dichiarare “… i quantitativi dei rifiuti da avviare a recupero, distinti per codice EER e stimati sulla base dei quantitativi prodotti nell’anno precedente, nonché la durata del periodo, non inferiore a cinque anni, per cui si intende esercitare tale opzione. Alla comunicazione deve essere allegata idonea documentazione, anche nella modalità dell’autocertificazione, comprovante l’esistenza di un accordo contrattuale con il soggetto che effettua l’attività di recupero dei rifiuti.

A chi opterà per il recupero dei propri RU in forma “autonoma” la Regione Emilia-Romagna impone (art. 14 cm. 4), entro il 28 febbraio di ogni anno, di “comunicare, al comune e al gestore del servizio pubblico di riferimento, i quantitativi dei rifiuti urbani avviati a recupero nell’anno precedente dando specifica evidenza a quelli avviati a riciclo
(NB non rientrando infatti nella definizione di “riciclaggio” né il … recupero di energia né il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o in operazioni di riempimento”).