19/09/2022

NEWS N° 560 SETTEMBRE 2022 – SCADENZA DEL 01/01/2023 PER ADEGUAMENTO DELL’AUTORIZZAZIONE ALLE EMISSIONI DEI MEDI IMPIANTI DI COMBUSTIONE ESISTENTI, DA 5 MW TERMICI E OLTRE

Per informazioni rivolgersi a: Maria Benevelli mariabenevelli@atseco.it; Maurizio Anceschi maurizioanceschi@atseco.it
Reggio Emilia, 19 settembre 2022

Si avvicina la scadenza del 01 gennaio 2023 termine ultimo per la presentazione di domanda di adeguamento delle emissioni dei Medi Impianti di combustione esistenti (*) di taglia uguale o maggiore ai 5 MW termici nominali e inferiore a 50 MW.

Per essi dovranno essere previsti e progressivamente applicati aggiornamenti tecnologici e gestionali in grado di conseguire, entro il successivo biennio (ossia entro il 01/01/2025), il rispetto di nuovi limiti di emissione, fissati dalle Autorità Competenti nel nuovo titolo abilitativo, con riferimento ai pertinenti valori e prescrizioni previsti agli allegati I e V alla Parte Quinta del DLgs 152/2006, nonché dalle normative e dai piani regionali.

La medesima procedura di adeguamento e la stessa scadenza del 01 gennaio 2023 si applica anche ai Medi Impianti termici civili, esistenti e con potenza compresa tra 5 MW e 50 MW termici nominali.

Tutti questi impianti sono coinvolti:

  • a prescindere dal combustibile impiegato,
  • indifferentemente rispetto al titolo abilitativo ambientale vigente (sia esso, ad esempio, AUA, AIA, o Autorizzazione Unica alla combustione di biomasse da rifiuto, ecc), per il quale si pone comunque l’obbligo di richiedere adeguamento entro la scadenza.

Con una scadenza diversa, ossia entro il 01 gennaio 2028 dovranno adeguarsi all’obbligo di autorizzazione anche gli impianti esistenti (*) di classe termica inferiore, ossia i Medi Impianti di Combustione di potenza termica compresa tra 1 e 5 MW e i Medi Impianti Termici Civili compresi tra 3 e 5 MW.

I Medi Impianti Termici Civili compresi tra 1 e 3 MW (nonché gli impianti civili più piccoli, inferiori a 1 MW) non sono tenuti a dotarsi di autorizzazione per le relative emissioni atmosferiche ma, più semplicemente, a rispettare obblighi (di registrazione, conduzione e funzionamento) specificamente fissati dal Titolo II della Parte V del Testo Unico Ambientale (ovvero il DLgs 152/06, come ad oggi vigente).

 

Per orientare le verifiche pare opportuno in chiusura riportare le principali definizioni di legge.

I nostri uffici restano a disposizione per affrontare i problemi legati al rispetto di questa imminente scadenza, compresa l’applicabilità delle norme “di aggregazione”, in base al quale stimare la potenza termica complessiva della propria installazione, da applicarsi nel caso che gli impianti di combustione siano più di uno.

 

Definizioni principali (in sintesi)

impianto di combustione: qualsiasi dispositivo tecnico in cui sono ossidati combustibili al fine di utilizzare il calore così prodotto;

impianto termico civile: impianto termico la cui produzione di calore è esclusivamente destinata, anche in edifici ad uso non residenziale, al riscaldamento o alla climatizzazione invernale o estiva di ambienti o al riscaldamento di acqua per usi igienici e sanitari, …; [“…non ricadono nella definizione gli impianti utilizzati per il riscaldamento a gas diretto degli spazi interni dello stabilimento ai fini del miglioramento delle condizioni degli ambienti di lavoro”]

medio impianto di combustione: impianto di combustione di potenza termica nominale pari o superiore a 1 MW e inferiore a 50MW, inclusi i motori e le turbine a gas alimentato con i combustibili previsti all’allegato X alla Parte Quinta o con le biomasse rifiuto previste all’allegato II alla Parte Quinta. […]

Non costituiscono medi impianti di combustione:
a) impianti in cui i gas della combustione sono utilizzati per il riscaldamento diretto, l’essiccazione o qualsiasi altro trattamento degli oggetti o dei materiali;

b) impianti di postcombustione, ossia qualsiasi dispositivo tecnico per la depurazione dell’effluente gassoso mediante combustione, che non sia gestito come impianto indipendente di combustione;
c) qualsiasi dispositivo tecnico usato per la propulsione di un veicolo, una nave, o un aeromobile;
d) turbine a gas e motori a gas e diesel usati su piattaforme off-shore;
e) impianti di combustione utilizzati per il riscaldamento a gas diretto degli spazi interni di uno stabilimento ai fini del miglioramento delle condizioni degli ambienti di lavoro;
f) dispositivi di rigenerazione dei catalizzatori di cracking catalitico;
g) dispositivi di conversione del solfuro di idrogeno in zolfo;
h) reattori utilizzati nell’industria chimica;
i) batterie di forni per il coke;
l) cowpers degli altiforni;
m) impianti di cremazione;
n) medi impianti di combustione alimentati da combustibili di raffineria, anche unitamente ad altri combustibili, per la produzione di energia nelle raffinerie di petrolio e gas;
o) caldaie di recupero nelle installazioni di produzione della pasta di legno;
p) impianti di combustione disciplinati dalle norme europee in materia di motori o combustione interna destinati all’installazione su macchine mobili non stradali;
q) impianti di incenerimento o coincenerimento …;
q-bis) impianti di combustione aventi potenza termica nominale pari o superiore a 1 MW per effetto delle norme di aggregazione previste dall’articolo 270 o dall’articolo 272, comma 1, salvo il caso in cui sia previsto l’effettivo convogliamento a punti di emissione comuni.

 

(*) La norma (D.Lgs. n. 152/06, art. 268, comma 1, gg-bis, p.to 1) definisce esistenteil medio impianto di combustione messo in esercizio prima del 20 dicembre 2018 … o previsto in una autorizzazione alle emissioni o in una autorizzazione unica ambientale o in una autorizzazione integrata ambientale che il gestore ha ottenuto o alla quale ha aderito prima del 19 dicembre 2017 a condizione che sia messo in esercizio entro il 20 dicembre 2018