12/01/2018

NEWS N° 392 GENNAIO 2018 – UNA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE SI SOFFERMA SU UN INFORTUNIO NELL’USO DI UN MULETTO IN RETROMARCIA

Per informazioni rivolgersi a: ing. Mirco Siciliano (mircosiciliano@atseco.it)
Reggio Emilia, 12 Gennaio 2018
La sentenza n. 40706 della Corte del 07/09/17, affronta un ricorso relativo ad una condanna per un infortunio accaduto ad un lavoratore investito da un muletto.
Nella sentenza si conferma la condanna al datore di lavoro, per il reato di cui all’art. 590 del Codice Penale “Perché, in qualità di datore di lavoro, omettendo di individuare, nel documento di valutazione dei rischi, misure di prevenzione e protezione da attuare per la gestione della viabilità all’interno dei capannoni ed omettendo di apporre la dovuta segnaletica, cagionava lesioni personali gravi al dipendente G.G., il quale veniva investito da un carrello elevatore in retromarcia”.
Il fatto
Nel ricorso, il datore di lavoro argomenta che il dipendente G.G. non doveva trovarsi all’interno del capannone, poiché il suo turno non era ancora iniziato. Era entrato solo per invitare il collega A.M. alla guida del muletto a bere un caffè, salendo sul mezzo in movimento, senza alcuna prudenza. Dopo essere sceso dal muletto G.G. si era quindi chinato in prossimità del mezzo, che lo investiva in retromarcia.
Per il ricorrente si è trattato dunque di un comportamento abnorme del G.G., che ha tenuto una condotta assolutamente al di fuori della normale prevedibilità. Sempre secondo il ricorrente appare quindi “insussistente il nesso di causalità, poiché le lesioni subite dal lavoratore non sono conseguenza di un’azione od omissione dell’imputato”.
La Corte ha rigettato il ricorso considerando infondate le motivazioni addotte dal datore di lavoro.
L’interruzione del nesso causale è ravvisabile esclusivamente qualora il lavoratore ponga in essere una condotta del tutto esorbitante dalle procedure operative alle quali è addetto ed incompatibile con il sistema di lavorazione ovvero non osservi precise disposizioni antinfortunistiche. In tali situazioni si può escludere la responsabilità penale del titolare della posizione di garanzia.
In questo caso invece, l’ingresso del G.G. nell’area dove stava lavorando il mulettista non può considerarsi atto abnorme, essendo probabile che qualsiasi lavoratore, ove non venga adeguatamente reso edotto dei rischi specifici di un’area, vi si rechi, esponendosi ai pericoli derivanti da errate manovre (es. mancanza di cartellonistica).
E’ compito del Datore di lavoro evitare infortuni ai lavoratori connaturati all’esercizio delle attività lavorative, anche nell’ipotesi in cui siffatti rischi siano dovuti ad eventuali negligenze, imprudenze e disattenzioni dei lavoratori.