19/05/2020

NEWS N° 480 MAGGIO 2020 – RIAPERTURE E (CAOS) NORME APPLICABILI PER LE AZIENDE

Per informazioni rivolgersi a: Dott. Mirko Graiani (mirkograiani@atseco.it)
Reggio Emilia, 19 maggio 2020

Come da tutti auspicato finalmente dal 18/5 quasi tutte le attività economiche hanno potuto rialzare le serrande.

Per alcune le aperture sono solo rinviate:

  • palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati: 25/05/2020
  • spettacoli aperti al pubblico sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, altri spazi anche all’aperto: 15/06/2020

Per altre, invece, non è dato sapere quando potranno riprendere l’attività:

  • eventi e le competizioni sportive
  • comprensori sciistici
  • sale giochi, sale scommesse e sale bingo
  • servizi educativi infanzia, scuole, università e corsi professionali
  • centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali e centri sociali

Le imprese sono state tutte oggetto di provvedimenti limitativi allo scopo di prevenire la diffusione del contagio da Coronavirus. Della materia si sono occupati Governo, Ministeri, Regioni, Conferenza delle Regioni e Province autonome, INAIL, ISS, Commissioni governative, Comuni, oltre ad associazioni di settore e d Enti di ricerca.

Nonostante si auspicassero norme chiare e tempistiche adeguate all’applicazione e dopo varie anticipazioni anche fuorvianti (Documenti tecnici INAIL per Parrucchieri, Centri Estetici, Ristorazione, Balneazione), le norme vincolanti sono apparse solo alla vigilia della riapertura lasciando alle aziende meno di ventiquattro ore per riorganizzare gli spazi, le attrezzature, il personale e le procedure, senza rischiare di vedersi comminare sanzioni amministrative o, peggio ancora, penali.

Domenica finalmente ha visto la luce il DPCM 17/05/2020, che contiene le regole per le imprese in riapertura Lunedi, l’allegato 17 è costituito infatti dalle “Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 16 maggio 2020”, diventate norme vincolanti e sanzionabili su tutto il territorio nazionale.

In questo documento vengono tracciati i principi e le regole per la ripresa dell’attività nei settori:

  • ristorazione
  • attività turistiche (balneazione)
  • strutture ricettive
  • servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti)
  • commercio al dettaglio
  • commercio al dettaglio su aree pubbliche (mercati, fiere e mercatini
  • degli hobbisti)
  • uffici aperti al pubblico
  • piscine
  • palestre
  • manutenzione del verde
  • musei, archivi e biblioteche

Il DPCM, all’art 21, ha poi ribadito la validità e l’obbligatorietà del rispetto delle regole previste nel “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro fra il Governo e le parti sociali” del 24 aprile 2020

Il Protocollo, o meglio, i Protocolli, firmati fra le associazioni di categoria e i sindacati regolamentano nel dettaglio i rapporti fra aziende e lavoratori allo scopo di tutelarne la salute e la sicurezza durante l’emergenza Coronavirus. Ad oggi, oltre a quello Generale, sono stati emanati i Protocolli Condivisi Specifici per i settori dei Cantieri, Trasporto e Logistica.

Da una prima lettura appaiono sovrapposizioni fra le regole del “Protocollo” (Allegati 12-13-14) e quelle delle “Linee Guida” (Allegato 17), per dirimere le questioni che verranno sollevate saranno quindi necessarie valutazioni caso per caso.

A complicare ulteriormente il quadro ci si è messa anche la produzione normativa delle singole regioni.

Nonostante, fosse stato appena pubblicato il DPCM 17/05/2020 che, come detto, recepiva per intero l’accordo della Conferenza Regioni e Province Autonome , l’Emila Romagna ha emanato nella stessa data: Domenica 17/05/2020 un suo Decreto: “Decreto Regionale Emilia Romagna n° 82 del 17/05/2020” con  regole aggiuntive, in taluni casi, sovrapponibili per campo di applicazione e differenti nei contenuti da quelle del DPCM 17/05/2020. A volte più restrittive, a volte meno. Eppure esiste una norma, art 3 del D.L. 25/03/2020, che recita chiaramente:

“Nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 2, comma 1, e con efficacia limitata fino a tale momento, le regioni, in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio o in una parte di esso, possono introdurre misure ulteriormente restrittive, tra quelle di cui all’articolo 1, comma 2, esclusivamente nell’ambito delle attività di loro competenza e senza incisione delle attività produttive e di quelle di rilevanza strategica per l’economia nazionale”

Ci sarà lavoro per la Consulta.

Nel frattempo, un semplice negozio con dipendenti dovrà rispettare, oltre a tutte le norme vigenti prima dell’emergenza Coronavirus, anche le seguenti norme tecniche aggiuntive:

  • ART 1 COMMA1 LETT DD DPCM 17/5/2020
  • ALLEGATO 11 DPCM 17/5/2020 Misure per gli esercizi commerciali
  • ALLEGATO 12 DPCM 17/5/2020 “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro fra il Governo e le parti sociali del 24 aprile 2020
  • ALLEGATO 17 DPCM 17/5/2020: SCHEDA COMMERCIO AL DETTAGLIO (Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 16 maggio 2020)
  • ALLEGATO 1 DECRETO REGIONALE EMILIA ROMAGNA N° 82 DEL 17/05/2020 “Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS CoV-2 in relazione allo svolgimento in sicurezza DEGLI ESERCIZI DI COMMERCIO AL DETTAGLIO IN SEDE FISSA E DEL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE in Emilia-Romagna” (Allegato che consta di ben 30 pagine fitte di prescrizioni!)

Ovviamente non bisogna dimenticare che gli Enti di controllo sono tenuti a far rispettare le norme vigenti.

Ogni commento risulta superfluo.