12/10/2021

NEWS N° 528 OTTOBRE 2021 – MODALITA’ OPERATIVE PER L’ORGANIZZAZIONE DELLE VERIFICHE DELLE CERTIFICAZIONI VERDI COVID-19 (Green Pass) NEL SETTORE PRIVATO

Per ulteriori informazioni rivolgersi a: Federico Bonini (federicobonini@atseco.it)
Reggio Emilia, 12 ottobre 2021

In riferimento alla ns news n° 525 e news n° 527 nell’ imminenza della scadenza del 15/10/2021 prevista dal D.L. 127/2021 per l’obbligo di adottare modalità operative per l’organizzazione delle verifiche del Green Pass, abbiamo ritenuto di predisporre una modulistica di primo approccio in modo tale che le aziende possano adempiere a tali obblighi.

Il decreto prevede infatti che entro il 15 ottobre 2021 le imprese devono:

    1. definire le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche
    2. individuare con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni degli obblighi
    3. verificare il rispetto delle disposizioni

Segnaliamo inoltre che alla data odierna giungono notizie su una possibile prossima emanazione di un DPCM contenente le Linee Guida del governo per la definizione delle modalità operative del controllo del Green Pass anche nel settore privato, analogo a quello definito per il settore pubblico, che con tutta probabilità conterrà anche la possibilità di utilizzare una App per effettuare le verifiche automatizzate.

ATS-CONSULENTI ASSOCIATI ha predisposto per i propri clienti un modello in formato testo editabile: Modalità Operative per la Verifica del Green Pass compilabile ed adattabile alle condizioni aziendali. In caso fosse necessario lo studio è disponibile ad attivarsi per la predisposizione di un vero e proprio documento personalizzato. Abbiamo predisposto anche il modulo per la Nomina degli Incaricati al Controllo e una Comunicazione informativa da inviare ai lavoratori interni ed esterni che dal 15/10/2021 dovranno accedere ai vostri locali aziendali.

 

FAQ su dubbi applicazione DL obbligo Green Pass in azienda

Al momento permangono ancora molti dubbi e incertezze sulle concrete modalità applicative delle norme in tema di Green Pass che, auspicabilmente, verranno affrontate dal governo nei prossimi giorni. Nel frattempo, pensando di fare cosa gradita, abbiamo ritenuto utile elencare le risposte ai quesiti che in questa prima fase ci sono stati posti più frequentemente.

1- E’ obbligatorio controllare il Green Pass solo per i miei lavoratori o anche per gli esterni che accedono ai locali della mia impresa?
L’azienda ha l’obbligo di controllare chiunque entra in azienda, lavoratori interni ed esterni e visitatori. I lavoratori esterni dovrebbero essere controllati anche dai rispettivi datori di lavoro ma se un ente di controllo durante un’ispezione presso i vostri locali dovesse trovare un lavoratore esterno sprovvisto di green pass o con il green pass “rosso” la sanzione potrebbe essere comminata anche a voi. Consigliamo di sottoporre a controllo chiunque voglia accedere ai locali aziendali ad eccezione dei clienti privati (non in veste di impresa) che debbano accedere a studi, uffici di professionisti, agenzie, negozi, ecc.

2- La norma riporta che sono esclusi dai controlli i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica. In quel caso i lavoratori interni o dovranno mostrare il certificato di esenzione?
Per questo specifico caso stiamo aspettando il pronunciamento del Garante della privacy in quanto ad oggi non sembrerebbe possibile richiedere un certificato di esenzione o medico di un lavoratore, salvo per il tramite del Medico Competente.
Il lavoratore in possesso del certificato di esenzione lo inoltrerà al Medico Competente, che stilerà una lista degli esenti da trasmettere al Datore di Lavoro. A sua volta il Datore di Lavoro girerà la lista degli esenti agli addetti al controllo del green pass che si asterranno da richiedere il green pass a tali lavoratori.

3- Se qualcuno è sprovvisto di Green Pass ma mi presenta il certificato vaccinale o del tampone come devo comportarmi? (aggiornamento del 15/10/2021)
Il DPCM 12/10/2021 (Pubblicato in GU il 14/10/2021) ha introdotto la possibilità di permettere l’ingresso al lavoratore che pur avendo effettuato quanto previsto per il rilascio del green pass, come il vaccino o tampone, per ritardi della piattaforma informatica non ne fosse ancora in possesso. Tale lavoratore potrà esibire in sostituzione del green pass il documento cartaceo (vaccinazione / tampone) rilasciato dalla farmacia o dal medico o dalle altre strutture autorizzate. Tale documento sarà sostituivo del green pass fino al rilascio del green pass ufficiale nell’ambito delle scadenze previste dalle norme:

  • Vaccinati: valida da 15 giorni dopo la prima dose fino alla seconda e poi per ulteriori 12 mesi;
  • Guariti dal Covid: validità 6 mesi;
  • Guariti dal Covid e una dose di vaccino dopo la guarigione: validità 12 mesi dalla data della vaccinazione;
  • Tampone antigenico negativo: validità 48 ore;
  • Tampone molecolare negativo: validità 72 ore.

4- La norma prevede che l’eventuale mancanza del green pass di un dipendente comporta assenza ingiustificata. Che cosa dovrò fare?
In casi del genere si dovrà far riferimento al proprio consulente del lavoro o alla associazione di categoria che gestisce le buste paga.

5- Posso incaricare più persone per l’attività di controllo del green pass?
Non ci sono limiti al numero di persone incaricate, l’azienda potrà organizzare il controllo come meglio ritiene. I lavoratori non potranno rifiutarsi di ricoprire tale ruolo.

6- È stata prevista una informativa sulle novità e sugli obblighi da trasmettere ai dipendenti. Abbiamo bisogno di una controfirma o basta apporre in bacheca la comunicazione?
L’informativa non è un obbligo di legge, ma è utile per far sì che i lavoratori siano consapevoli delle regole sul green pass. Si ritiene che sia meglio trasmetterla direttamente ai lavoratori, ma anche l’apposizione in bacheca potrebbe essere sufficiente.

7- La norma prevede che l’azienda debba definire e formalizzare le modalità operative organizzative per effettuare la verifica del green pass e individuare i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle eventuali violazioni. Che cosa dobbiamo fare concretamente?
Occorre nominare i soggetti che effettueranno il controllo del green pass e redigere un documento che riporti le modalità organizzative predisposte dall’impresa.

8- La norma dà la possibilità di svolgere verifiche a campione, ma solo se questa è svolta “nel rispetto di adeguati modelli organizzativi come previsto dal decreto 127”. Quali sono questi modelli organizzativi? Cioè quale sarà il livello minimo di controllo richiesto?
Al momento non ci sono indicazioni a riguardo. Siamo in attesa di un decreto applicativo. In caso di controllo a campione si consiglia comunque di non scendere al di sotto del 30% dei lavoratori. (come dalle indicazioni presenti nella bozza delle Linee guida per l’applicazione nella pubblica amministrazione)

9- E’ obbligatorio attivare un registro delle verifiche?
No, non c’è nessun obbligo di registrare, anzi è espressamente vietato raccogliere dati personali riguardanti il controllo del Green Pass. D’altro canto, in caso di ispezione degli Enti di controllo (AUSL, Ispettorato del Lavoro, ecc.), per poter dimostrare di aver effettuato i controlli sui lavoratori, è consigliabile tenerne traccia, seppur in forma anonima. (Vedi bozza Modalità operative).

10- Nel caso in cui i dipendenti firmassero una liberatoria è possibile archiviare le copie dei Green Pass o almeno i dati, in particolare la scadenza?
No, alla data odierna il decreto ribadisce che è espressamente vietato qualsiasi forma di rilevazione e registrazione o archiviazione dei dati personali, compreso nome e cognome del controllato, è assolutamente vietato tenere copia  dei green pass.

11- Conoscendo la situazione personale dei miei lavoratori, posso effettuare maggiori controlli per chi ha il Green Pass attraverso i tamponi o potrebbe essere considerata azione discriminatoria?
Ufficialmente occorre controllare tutti nello stesso modo come previsto, appunto nel documento sulle Modalità Operative (esempio il 30% della forza lavoro ogni mattina all’accesso e/o durante il turno di lavoro).

12- E’ preferibile effettuare i controlli del green pass prima dell’accesso al luogo di lavoro o all’interno durante l’orario di lavoro?
L’ideale sarebbe controllare tutti i lavoratori prima dell’accesso, in quanto in caso di verifica negativa (green pass assente o rosso) l’unica conseguenza sarebbe, per il lavoratore stesso, la perdita degli emolumenti per la giornata di assenza ingiustificata, senza altre conseguenze disciplinari. Al contrario la presenza di un lavoratore sul luogo di lavoro senza il green pass o con il green pass rosso esporrebbe il lavoratore ad ulteriori e più pesanti conseguenze:
– sanzione amministrativa (€ 600-€ 1.500) da irrogare da parte del Prefetto previa segnalazione del datore di lavoro (al momento non è chiaro se il datore di lavoro dovrà obbligatoriamente comunicare la violazione al Prefetto)
– sanzione disciplinare (fino al licenziamento), prevista da regolamento disciplinare interno o dal CCNL, da applicare da parte del datore di lavoro per grave violazione di regole in materia di sicurezza sul lavoro.

13- Come faccio a controllare un mio lavoratore che va presso clienti se non passa mai dall’ufficio o lo fa solo raramente?
In questo caso il controllo è oggettivamente difficoltoso. Il controllo dovrà senz’altro essere effettuato dal datore di lavoro del luogo in cui accederà il nostro lavoratore, ma l’obbligo del controllo permane anche in capo al titolare diretto del rapporto di lavoro. Al momento sono state proposte modalità di controllo in videochiamata, previa condivisone del pdf del QRCode, o attraverso addetti che periodicamente vadano presso il luogo di lavoro esterno a fare controlli, ovvero richiedendo al lavoratore di recarsi periodicamente presso la sede.

14- Il datore di lavoro può chiedere ai propri lavoratori di comunicare in anticipo la validità del loro green pass? (aggiornamento del 15/10/2021)
Si. Il DL 8/10/2021 ha introdotto la possibilità ai datori di lavoro di obbligatore i propri dipendenti a comunicare con anticipo l’assenza del green pass al fine di pianificare l’attività aziendale.
Quindi i datori di lavoro potranno diramare una nota in cui informare i lavoratori del loro obbligo di comunicare, con preavviso a discrezione dell’azienda, l’assenza del green pass.